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Esperienze

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In questa nuova fase della mia vita – come ho scritto anche negli articoli dove parlo di un mio nuovo inizio ed in quello dove spiego il motivo per il quale, per me, i soldi servono solo per pagare le bollette, ma le soddisfazioni sono altre – voglio veramente lavorare solo ed esclusivamente per dare un valore concreto e tangibile a chi crede in me, a chi vuole usufruire dei miei servizi di consulenza strategica sul web (sia in termini di sviluppo che di marketing). 

Probabilmente non sarò più “per molti”, ma questa scrematura non mi fa paura. Dico che non sarò più per molti, perché per dare dei risultati reali c’è bisogno di un grande impegno e di lavorare a braccetto con ogni cliente che deciderà di farsi seguire; per questo i costi non possono essere quelli del ragazzetto sotto casa o della multinazionale che segue centinaia di progetti contemporaneamente (facendo semplicemente carne da macello, spolpando più soldi possibili ai mal capitati).

In questa mia nuova avventura lavorativa (o per meglio dire, approccio lavorativo) ho deciso di mettere al primo posto il CLIENTE, ma non nel senso comune che stai pensando. Di solito si crede che il cliente ha sempre ragione, beh… non sono per niente d’accordo. A volte il cliente ha delle pretese assurde che non possono essere esaudite. In un accordo cliente/fornitore, così come tra madre/figlio, tra amici, tra colleghi, tra marito e moglie, etc… ci vuole educazione e rispetto.

Ultimamente mi è capitato un episodio davvero paradossale e colgo l’occasione per raccontartelo così da farti capire perché il cliente NON ha sempre ragione (anzi, spesso e volentieri non ce l’ha per niente).

Se ci fai caso, l’articolo prima di questo è datato 29/08/2017 ed in realtà non è stato nemmeno mai completato. Voglio lasciarlo così, almeno per ora, perché io sono anche questo… spesso e volentieri lascio le cose fatte a metà. Non so se ti è mai capitato, ma ogni volta che non concludo qualche cosa, un progetto, una storia, un discorso, un libro, poi alla fine ci resto male. Molto male. Mi sembra di non avere più le forze per continuare. Vorrei, ma non ci riesco.

Non sono mai stato un grande lettore, anzi… si può dire che fino a qualche anno fa non leggevo per niente, se non qualche articolo qua e la sulla rete. In fondo pensavo quello che molti di voi stanno pensando adesso: che senso ha leggersi un libro di così tante pagine, quando poi online si trova di tutto e di più e posso accedere a qualsiasi consiglio o informazione in pochi istanti?

Premetto che sto parlando di lettura in ambito della crescita personale (quindi non so se i concetti che troverete di seguito vanno bene anche per letture narrative, etc…).